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I quartieri

 

La topografia della città vecchia, mostra la tipica forma quadrilatera mutuata dal castrum d’età romana. Evidente l’impianto ortogonale, dato dall’intersezione di vie e isolati, a formare un reticolo sviluppatosi lungo le due direttrici del cardine e del decumano, principali arterie, che attraversavano la città da nord a sud e da est ad ovest.  Su quello stesso impianto si svilupparono i quartieri, elemento essenziale della topografia interna e dell’organizzazione cittadina in epoca medioevale. Tutta la vita cittadina era infatti imperniata su tale partizione legata, già in epoca altomedioevale, all’esigenza di difendere la città, che in tal modo risultava divisa in quattro porzioni pressoché identiche tra loro:


- San Giovanni (a nord-ovest): dalla primitiva intitolazione del battistero.


- Santa Maria (a nord-est):  dall’omonima chiesa presente nel suo perimetro.


- San Siro (a sud-ovest): dall’omonima chiesa presente nel suo perimetro e intitolata a un vescovo 
  genovese del quarto secolo.


- Santa Eulalia (a sud-est): dall’omonima chiesa eretta nel suo perimetro e intitolata alla martire 
  spagnola del quarto secolo.

 

Occorre, tuttavia, precisare che, con il fiorire della vita comunale, tali quartieri assunsero un’importanza maggiore. Ciò trova conforto negli Statuti del 1288, il cui primitivo nucleo risale ad epoca anteriore. Da questi si evince come in Albenga vigesse una gestione interamente basata, sotto il profilo economico e amministrativo, sulla divisione della città in quartieri.  Era, questa, una forma gestionale applicata a tutto il territorio comunale, idealmente diviso in quattro porzioni, ciascuna associata al quartiere cui faceva capo geograficamente secondo lo schema di seguito riportato:


- Quartiere di San Giovanni o Torlaro: Salea, Bastia, Leca e Cisano 


- Quartiere di Santa Maria: Toirano, Borghetto, Ceriale e ville della zona di Pedanea e Campochiesa


- Quartiere di San Siro: Ortovero, Vendone, Villanova, Lusignano e San Fedele


- Quartiere di Santa Eulalia :  Alassio 


Funzionale alla riscossione delle imposte e alla effettuazione del servizio militare, tale partizione riflette un ordinamento tipico dell’età comunale, tuttavia ascrivibile ad epoca precedente (longobardo-franca). Col tempo, la rigida strutturazione applicata intra moenia ed extra moenia andò scomparendo e le tasse furono riscosse secondo un nuovo sistema: un terzo dell’onere in capo alla città, due terzi in capo a borghi e ville. In seguito, la divisione in quartieri venne applicata soltanto ai fini della stesura dei Registra o estimi, per la compilazione degli elenchi dei contribuenti e la localizzazione degli immobili.
Da notare, tuttavia, come, rispetto ad altre città medievali, Albenga sia sempre stata condizionata dall’impianto regolare preesistente, offrendo chiaro esempio di continuità urbana tra romanità, Medioevo e tempi moderni. Quanto alla distribuzione dei vari ceti urbani, verosimilmente questi dovettero svilupparsi in modo concentrico. Le case di maggior valore sorsero infatti nel centro cittadino e lungo gli assi stradali di maggior transito.Abitazioni più modeste sorsero, invece, in posizione periferica, sovente addossate alle mura. È il caso delle Affaytarie, laboratori per la concia e la lavorazione delle pelli, sorti lungo le mura meridionali, nei quartieri di San Siro e Sant’Eulalia.

 

 P.V.

 

 

1. Via Medaglie d’oro; Via Enrico D’Aste e Via Bernardo Ricci, rispettivamente corrispondenti al cardo e al decumano massimo di epoca romana; Via Roma e Via Torlaro.

 

Bibliografia di riferimento:

Giuseppe Cottalasso, Saggio storico sull’antico ed attuale stato della città di Albenga. Genova: Stamperia delle piane, 1820
Girolamo Rossi, Storia della città e diocesi di Albenga. Albenga: Tipografia Craviotto, 1870
Walter TyndaleAn artist in the Riviera. London: Hutchinson & Co, 1914
Nino Lamboglia, Albenga romana e medioevale. Bordighera: Istituto Internazionale di studi Liguri, 1992
Josepha Costa Restagno, Albenga. Topografia medioevale, immagini della città. Bordighera: Istituto Internazionale di Studi Liguri - Museo Bicknell, 1979
Josepha Costa Restagno, Albenga. Genova: Sagep, 1993
Bruno Massabò, Albingaunum. Genova: Frilli, 2004

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